“Canzoni sparse”, recensione su OnMusic

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“Canzoni sparse” è il bilancio dell’attività di scrittore di canzoni del cantautore sardo Nicola Pisu, una specie di consuntivo a dieci anni dal suo primo album. Forse è ad Abacrasta, paesino immaginario dello scrittore Niffoi, che il cantautore ha cominciato a intrecciare parole e musica, o forse è molto più lontano che dovremmo rintracciare le sue radici artistiche. Fatto sta, che dal 2008, anno di pubblicazione del suo primo disco, a oggi, di canzoni ne ha scritte parecchie, la maggior parte ancora inedite, molte altre inserite nei lavori ufficiali, altre spaiate, sparse, nel web o nelle sale in cui ha fatto i suoi concerti, non tanti e intimi. Fin dall’inizio, “da giovinetto”, per citare il suo irriverente ritratto di un professore, ha scelto di occuparsi di canzone d’autore, senza la volontà di innovare a tutti i costi, ma solo quella di continuare in quel solco segnato dai maestri francesi, americani e italiani. Per questo “Canzoni sparse” è un disco che non dovrebbe mancare ai cultori del genere, anche se, parafrasando il cantautore, genere non è. Basti dire che secondo Pisu il sostantivo spesso utilizzato, “cantautorato”, ricorda più lo stufato che qualcosa che ha a che fare con la musica.

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