È online il singolo “Epoca” diviso in più parti

“Epoca” è una canzone composta da quattro parti (parte II, parte III, parte IV e parte V). Sembrerebbe mancare la parte prima, ma per questioni di deposito Siae, la prima è quella che le condensa tutte e che sarebbe troppo lunga per presentarla come un’unica canzone.
Sono on line, nel canale YouTube, le prime due parti assemblate, le parti II e III, mentre le parti IV e V usciranno in seguito.
La parte III è muta di parole e brevissima per espiare il testo logorroico indotto dal decadentismo in atto.

“Epoca” è una canzone che l’amico Celestino Soddu, architetto e accademico, definirebbe rigenerativa.
Parla di ipocrisia della politica, di fascismi di ritorno, di aspiranti fascisti, di disumanità, di guerre, di immigrazione, ma tocca anche altre tematiche, quali i femminicidi, il razzismo, le disforie, il riscaldamento globale, l’inquinamento suicida, l’omofobia, le leggi imperanti del mercato globalizzato, il progresso miope, le mafie, gli zombie tecnologici, gli influencer e gli intellettuali, la frenesia dei consumi imposti dalle società capitalistiche, l’analfabetismo funzionale, le legioni di imbecilli dei social, lo spreco e l’abbondanza, All You Can Eat, la ricchezza e la miseria, le coscienze intorpidite e anestetizzate, le immondizie musicali. Tratta di questo presente a pezzi, dell’agire arrogante del potere e della politica che, per quanto se ne dica, influenza la vita di ognuno di noi e l’epoca in cui viviamo.
É attribuita a uno scrittore e umorista statunitense, Mark Twain, la citazione “I politici sono come i pannolini, vanno cambiati spesso e sempre per lo stesso motivo”.

La canzone è in coproduzione col collaboratore di vecchia data Roberto Corda (RopeCave Studio), che ha eseguito editing missaggio e mastering, e suonato la batteria.
Il visual video è stato realizzato da Carlo Murtas.