Il nuovo arrangiamento, come per altro la versione originaria contenuta in Abacrasta e dintorni del 2008, è minimalista. I ricami sul tappeto di chitarra sono quelli del mandolino e del flauto del maestro Giovanni Vicidomini che, a proposito della parte musicale, scrive: “Serafina” racconta una storia attraverso la struttura a strofe e ritornelli tipica della ballata popolare, in questo caso caratterizzata dalle note di una chitarra e di un mandolino, mentre un flautino ha il compito di richiamare alla memoria la musica di una di quelle filastrocche che cantano i bambini durante i giochi.
Il soggetto della canzone si ispira liberamente al capitolo 14 del romanzo La leggenda di Redenta Tiria (Adelphi, 2005) di Salvatore Niffoi: ‘Serafina Vuddi Vuddi’, una donna che praticò la professione della meretrice o prostituta garantendosi più clienti di un dottore. Poi, compiuti cinquant’anni decise di cambiare vita e fare la ‘signora’. Fu fortunata a farcela perché ad Abacrasta, come scrive Niffoi, non tutte le storie sono a lieto fine.
Pezzo in coproduzione con Roberto Corda (RopeCave Studio), che ha eseguito editing, missaggio e mastering.
