L’AMICO SCRITTORE

Giuseppe Cristaldi, lo scrittore salentino trapiantato nella Nurra (quello della Versione di C., con Cristiano De André — solo per citare un nome famoso —, ma soprattutto dei suoi romanzi, ultimo dei quali Annamé. La madre dei pozzi), a proposito della mia vecchia-nuova canzone “Amore follia (alt. vers.)” ha scritto le parole che seguono.
Naturalmente ciò è molto gratificante per un piccolo cantautore che abita nell’epicentro del Mediterraneo.
Con Giuseppe ci incontrammo un giorno — le versioni dell’incontro costituiscono ormai legenda, tanto sono variabili, ma il paleolitico dei luoghi natii ci accomuna — e da allora si è srotolato un filo da Parabita, in Puglia, a Sassari, nella Nurra, e a Serrenti, nel Campidano, come un triangolo scaleno.

“VOI CHE VEDETE SOLO IL MALE: CRISTO SCHIACCIATO DAL LEGNO RIFIUTEREBBE IL VOSTRO SOSTEGNO”.
Nicola Pisu è un artista che ho amato e che amo. In primo luogo per avermi insegnato la sua Sardegna timida, che non vuol dire chiusa, ma tesa tra sogno e rabbia da realizzazione. Mi ha dato gli strumenti per approcciare a quel sentire che ad un certo punto diventa universale e, a quel punto, speranza. Nicola fa il punto! Facendo il punto, tesse. La sua ultima tessitura mi avvolge in questa sera isolana d’amore, di follia, di Mediterraneo sanguigno.

Non c’è canzone di Pisu che non mi rimandi alla condizione indicibile dell’essere a Meridione, dell’essere abitante del Mediterraneo. Grazie per questo nuovo cammino presso cui accompagni con disarmante delicatezza.

Ci siamo sentiti telefonicamente poco tempo fa per tendere il filo del triangolo del Meridione.
A breve riprenderò il lavoro che interessa proprio Annamé che lui ha visto nascere in una cantina buia e umida ‘tra i sarmenti e l’ansimo di due volpini accucciati ai piedi di sua madre’. Sarà una delle canzoni inedite che vedranno la luce in questo inverno ancora mite.

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