testo ANNAMÉ

ANNAMÉ
(N.Pisu/N.Pisu)
Liberamente ispirata a Annamé. La madre dei pozzi di Giuseppe Cristaldi [BESA, 2025]

Anna, figlia del peccato

Anna in mezzo al mare

di un mare in tempesta

per noi gente onesta

Se proprio dovevi nascere

questo è il tuo rifugio

dalla finestra vedi l’orizzonte

oltre il nespolo, l’orizzonte

E non sappiamo il perché

Anna, Anna, Anna, Annamé

Annamé

Tu che hai visto la luce

dal fondo di un pozzo

nel buio di una cantina

sarai disgraziata, contadina

Gettata come un rifiuto

grumo di vergogna

che si riprende la libertà

tra gli scarti della povertà

E non cappiamo il perché

Anna, Anna, Anna, Annamé

Annamé

Gli aborti pensanti

dissero di sbrigarti

Anna, liberaci dal male

poi affoga pure in mare

Che il grembo si svuoti al buio

non alla luce del buon Dio

conoscerai l’alluvione

senza una benedizione

E non sappiamo il perché

Anna, Anna, Anna, Annamé

Annamé

Un nome e basta non bastava

Annamé, devi sbrigarti

figlia di un amplesso rubato

con un destino segnato

Un susseguirsi di pozzi

che inghiottiscono e sputano

il più profondo ti risucchierà

perché c’è una sola verità

Pozzi come tranelli

e rifugi bui

a cui la notte

dipinge un volto

pozzi profondi

che ingoiano e sputano

lasciate che torni

è una bambina

lasciate che sogni