Alessandro Schumperlin recensisce “Abacrasta e dintorni” su Undergroundzine

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NICOLA PISU

“Abacrasta e dintorni”

GENERE: Cantautore italiano

ETICHETTA: La locomotiva

VOTO: 90/100

RECENSORE: Alessandro Schumperlin

 

 

[…] Il lavoro che viene fatto in questo album in studio è assolutamente ottimo, nulla è lasciato al caso e tutto è curato come si deve.

Direi, però, che la ricercatezza di Nicola per una particolare “alchimia” vocale va oltre la passione per De Andrè, dato che in più punti si sente la voce che ricorda vagamente il grande Faber e a sprazzi anche Fossati. Sia chiaro non è un copia incolla, anche perché è tutt’altro che semplice scimmiottare la voce volendo dare una propria dimensione ai brani personali; di certo la passione per la musica di alto ed altissimo livello c’è in Nicola Pisu e si sente e si percepisce.

Emotivamente le canzoni sono quasi tutte degne di nota, dato che Pisu non fa altro che riproporre quelle che sono le avventure e le disavventure dei popolani di due paesi immaginari, Abacrasta appunto e Oropische, sia chiaro che queste canzoni possono esser tranquillamente rapportate a qualsiasi territorio e non solo alla Sardegna, dato che la paura, gli amori e i dispiaceri sono universali e ravvisabili in ogni dove. Certo impossibili da vedere in ambienti patinati e in pvc, ma di certo sono visibili e tangibili in realtà meno ricercate e più intime. Ma, in ogni caso, dandovi un’idea vi direi: “Le donne di Oropische”, “Tzellina”, “Abacrasta”, “Tanche brulle II – Chentu canes” e “Servo pastore”.

Concludendo questa mia recensione, direi che ”, “Abacrasta e dintorni” è un viaggio introspettivo di Pisu sia nell’animo umano che nella musica. Veramente una bella sorpresa ed un bellissimo esempio di musica italiana con la i maiuscola.